Dopo trent’anni di matrimonio, una sera tranquilla, una moglie si rivolse al marito e gli fece una semplice domanda.
“Dopo tutti questi anni”, disse dolcemente, “come mi descriveresti?”
Solo a scopo illustrativo
Lui non rispose subito.
La studiò a lungo: le rughe che si erano guadagnati insieme, il sorriso familiare, la donna che gli era stata accanto per tre decenni di vita.
Finalmente, disse, lentamente e con sicurezza: “Sei A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, K”.
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Lei sbatté le palpebre, sorpresa.
“Cosa significa?” chiese.
Lui sorrise e iniziò a contarle con orgoglio:
“Adorabile.
Bellissima.
Carina.
Deliziosa.
Elegante.
Fantastica.
Splendida.
Bellissima.
Bellissima.
Bellissima.”
Il suo viso si illuminò. Dopo trent’anni, lui la vedeva ancora in quel modo.
Lei rise, si avvicinò e chiese dolcemente: “E io, J, K?”
Senza battere ciglio, lui disse:
“Sto. Solo. Scherzando.”
E fu allora che lei si ricordò: trent’anni d’amore… e altrettanti anni passati a imparare a non fare domande di approfondimento. 😂❤️