Al suo ritorno, la moglie gli parlò subito del divorzio. Trascorse due lunghi mesi dormendo in garage, completamente sconvolto.
Qualche settimana dopo, mentre era impegnato nel turno di notte, il telefono squillò di nuovo. Stessa voce, ma un messaggio diverso: “Mi scuso. Ci siamo lasciati. Non sapevo che avessi figli piccoli. Di’ a Steve di non chiamarmi mai più”.
L’ironia? Il suo nome era John, non Steve.
L’appartamento che non doveva essere mio
Avevo finalmente trovato il posto perfetto: prezzo ragionevole, quartiere tranquillo, vicino all’ufficio. Avevo firmato il contratto, fatto le valigie e annunciato il mio trasloco a tutti i miei cari.